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NTA 43

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4.3. Centri storici e nuclei di antica formazione

Sulla base della lettura della cartografia di prima levatura dell’Istituto Geografico Militare Italiano (1888), in conformità alla individuazione compiuta dal PTCP della Provincia di Milano ed in ragione della configurazione del tessuto edilizio storico e tradizionale presente sul territorio comunale di Bareggio, il PR identifica i nuclei storici di Bareggio, del Bareggino, e di San Martino.

Si tratta degli insediamenti localizzati nella zona centrale dell’area urbana comprendente gli edifici che hanno mantenuto una loro identità tipologica e morfologica tale da essere riconoscibili ancora oggi.

L’edificato storico costituisce tuttora la parte più significativa di tessuto urbano dei principali nuclei consolidati. La conformazione dei lotti ivi presenti e l’esigua presenza di spazi aperti, ad eccezione della piazza del comune dove trova luogo l’unico edificio di recente edificazione, ne restituiscono un ambito omogeneo con indice di impermeabilizzazione elevato. Significativa è, comunque, la presenza di alcuni lotti con corti e/o giardini interni con vegetazione arborea e arbustiva.

La natura degli elementi costitutivi, il ruolo dell’ambito all’interno del territorio e le previsioni di gestione dei tessuti limitrofi, orientano gli obbiettivi al mantenimento e potenziamento delle corti e delle aree libere interne ai lotti sia esistenti che soggetti ad interventi di riqualificazione provvisti di copertura vegetale significativa.

Classificazione del patrimonio storico, culturale, ambientale e tradizionale

Gli edifici e i manufatti di particolare interesse storico, culturale, ambientale e tradizionale sono identificati nell’elaborato denominato “schede di individuazione dei nuclei ed edifici di interesse storico” e sono così classificati:

edifici di rilevante valore architettonico e ambientale: sono gli edifici di interesse storico o artistico, tutelati ai sensi del decreto legislativo 42/2004.

edifici di valore architettonico e ambientale: si tratta degli edifici che per caratteristiche tipologiche, epoca di insediamento, criteri e modalità di inserimento nel tessuto urbano o nel territorio agricolo e per conservazione degli elementi costruttivi e decorativi tradizionali, si possono definire come elementi caratterizzanti per il territorio dal punto di vista della cultura e della tradizione del luogo.

edifici con elementi di valore architettonico e ambientale: corrispondono ad edifici caratterizzati da elementi costruttivi e decorativi che per caratteristiche costruttive, tipologiche e insediative sono da tutelare e preservare per parti significative.

Prescrizioni generali

I Centri storici e i nuclei di antica formazione sono soggetti a politiche ed interventi di conservazione e valorizzazione ambientale ed edilizia tesi alla salvaguardia e al recupero dell’identità storica e tradizionale degli insediamenti.

In tali ambiti gli interventi sul patrimonio esistente devono rientrare nella categoria degli interventi conservativi e sono in ogni caso subordinati alla tutela degli elementi originari ancora conservati, costitutivi delle tipologie e delle aggregazioni.

In ogni caso gli interventi edilizi dovranno tendere alla salvaguardia degli aspetti di interesse storico-testimoniale in riferimento sia alla conformazione degli interi insediamenti che alla configurazione dei corpi edilizi.

Gli interventi edilizi, oltre a salvaguardare gli elementi ancora presenti in condizione originaria, dovranno porre particolare riguardo alle caratteristiche essenziali e distintive dei diversi impianti insediativi, alla conservazione delle preesistenze e delle aree libere di pertinenza. Il recupero delle singole tipologie dovrà integrarsi con l'intero insediamento, salvaguardando i rapporti originari tra spazi d'uso comune o privato e l'assetto planivolumetrico complessivo.

Prescrizioni particolari

Tutela della tipologia e degli elementi costitutivi degli edifici di carattere storico, culturale, ambientale e tradizionale Sono consentiti esclusivamente interventi di tipo conservativo, orientati alla salvaguardia della configurazione dei corpi edilizi tutelandone la tipicità intrinseca nonché gli elementi ancora conservati in condizione originaria.

In ogni caso per tutti gli interventi sull’esistente si dovrà tendere alla salvaguardia degli aspetti di interesse storico-culturale sia con riferimento alle caratteristiche del tessuto edilizio che agli eventuali elementi complementari significativi: è da escludersi l’uso di materiali e di soluzioni tecnologiche non congrue alla specificità di ciascuna tipologia tali da pregiudicarne la conservazione e l’integrità.

I caratteri tipologici, costruttivi e stilistici che devono essere conservati e valorizzati sono in particolare:

  • la sagoma dell’edificio, la sua articolazione volumetrica e la morfologia della copertura;
  • la posizione e la conformazione degli androni, degli atrii d’ingresso e dei corpi scala che assumono particolare rilievo nel rapporto con la configurazione esterna degli spazi;
  • il disegno dei fronti e delle aperture; le caratteristiche ed i materiali delle finiture esterne, inferriate, ornamenti, coloriture, pavimentazioni, ecc...;
  • recinzioni ed elementi di pregevole e unitaria definizione degli spazi a cortile e a giardino, ivi comprese le alberature;
  • altre opere murarie interne ed esterne di significativa testimonianza della cultura progettuale e costruttiva dell'epoca di appartenenza.

Negli edifici di matrice rurale il riferimento guida per gli interventi di riqualificazione e ricomposizione tipologica, deve consistere nella lettura del processo costitutivo dell'edificio, nella logica di accrescimento propria della specifica tipologia. Ai fini del riuso dei fienili possono essere realizzate nuove partizioni orizzontali, con tecniche costruttive e materiali consoni, e verticali; l'inserimento di eventuali nuove finestrature deve essere coerente con i caratteri del tipo edilizio. È da conservarsi inoltre ogni elemento tradizionale tipico della cultura contadina.

Il recupero dei fienili e dei rustici di origine agricola e il loro riutilizzo funzionale, è comunque assoggettato all’osservanza delle seguenti prescrizioni:

  • l’intervento edilizio non deve comportare aumento della superficie coperta;
  • l’intervento edilizio non deve comportare aumento dell’altezza massima esistente;
  • devono essere mantenute, per quanto tecnicamente possibile, la struttura portante dei corpi di fabbrica, le pareti perimetrali e la copertura;
  • eventuali elementi architettonici degradati e non recuperabili, potranno essere oggetto di intervento di sostituzione o ricostruzione con materiali e tecniche costruttive compatibili con il carattere originario del manufatto, senza alterazione dell’impianto edilizio e della tipologia e salvaguardando gli eventuali elementi di pregio;
  • nel caso di intervento di recupero non esteso all’intera unità edilizia, l’intervento di recupero è assoggettato a permesso di costruire convenzionato, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 10 della LR 12/2005, finalizzato a mantenere il carattere architettonico unitario del manufatto.

Tutela delle aree di pertinenza
Le aree di pertinenza si articolano in:

  • corti, spazi lastricati e altre pertinenze di pregio
  • corti , spazi acciottolati di particolare valore culturale
  • parchi, giardini e altre aree di particolare valore ambientale

Su queste aree è consentita l’esecuzione di opere tendenti alla riqualificazione funzionale delle pertinenze, compresa l’eventuale eliminazione delle parti incongrue, in riferimento all’unitarietà delle tipologie. L’eventuale realizzazione di autorimesse non deve comportare la compromissione di pregevoli sistemazioni a giardino e deve essere attuata con modalità e materiali coerenti con la cultura costruttiva, distributiva e compositiva del contesto.

Gli interventi edilizi devono essere orientati a mantenere o ripristinare le pavimentazioni tradizionali quali ciottoli, lastre di pietra, terra battuta o erba. Oltre a tali materiali è consentito l'uso del porfido e delle pavimentazioni cementizie contenenti polveri di pietra o porfido. E' vietato l'uso esclusivo di conglomerati bituminosi o calcestruzzo.

È inoltre prescritta la conservazione degli elementi successivamente elencati, qualora rivestano particolare pregio o significativo riferimento rispetto all'insediamento nel quale ricadono:

  • lastricature a pietre piatte o in costa, acciottolati di vario genere, ammattonati
  • recinzioni, pilastrature segna-ingresso, portali;
  • elementi accessori quali fontane e pozzi, forni e fornacette, e altri manufatti che testimoniano la cultura materiale del luogo
  • arredi vegetali vari di giardini ed orti.

Muri e recinzioni: è obbligatorio il ripristino delle recinzioni lapidee esistenti e la loro integrazione con conci di pietra locale e di dimensioni simili a quelle dell'organismo originario. In caso di allargamento stradale è consentita la demolizione e la ricostruzione di muri, purché venga eseguita con gli stessi materiali e rispettando le forme preesistenti.

Nelle recinzioni urbane è consentito l'impiego del ferro preferibilmente battuto con dimensioni e disegno tradizionale.

Indici urbanistico-ecologici

If = esistente
Rc = esistente
Ip = 30%
H = piani esistenti – altezza esistente
A = 1 albero/100 mq
Ar =1 arbusti/100 mq

Interventi edilizi

Ad eccezione degli edifici di rilevante valore architettonico e ambientale, identificati nell’elaborato denominato “schede di individuazione dei nuclei ed edifici di interesse storico” è ammesso il recupero del patrimonio edilizio esistente mediante i seguenti interventi di trasformazione conservativa:

  • manutenzione ordinaria
  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia.

Per gli edifici di rilevante valore architettonico e ambientale è ammesso il recupero del patrimonio edilizio esistente mediante i seguenti interventi di trasformazione conservativa:

  • manutenzione ordinaria
  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo

Per le aree specificatamente individuate nell’elaborato di PR e identificate con la lettera A, sono ammessi, previo permesso di costruire convenzionato ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 10 della LR 12/2005, interventi di nuova costruzione con i seguenti parametri:
It = 0,4 mq/mq
Rc = 30 %
Ip = 30 %
H = 3 piani – 11,50 m
A = 1 albero /80 mq
Ar = 1 arbusto /80 mq

Per le aree specificatamente individuate nell’elaborato di PR e identificate con la lettera B, sono ammessi, previo permesso di costruire convenzionato ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 10 della LR 12/2005, interventi di nuova costruzione con i seguenti parametri:
It = 0,666 mq/mq
Rc = 30 %
Ip = 30 %
H = 3 piani – 11,50 m
A = 1 albero /80 mq
Ar = 1 arbusto /80 mq

Il permesso di costruire convenzionato, corredato da idoneo studio in merito alle caratteristiche paesistiche e fisico-morfologiche che connotano il contesto esistente, deve promuovere, nel rispetto dell’impianto urbano di matrice storica, l’inserimento dell’intervento integrativo nel tessuto edilizio esistente, sia per gli aspetti tipologico funzionali che per quelli architettonico – espressivi.

Destinazioni d’uso: Link destinazioni d'uso

principali
Funzioni abitative F1
non ammissibili
F2/2 - F2/3 - F2/4 - F2/10 - F2/11 - F2/14
Funzioni produttive F3
F4/2 - F4/3 - F4/4
Funzioni alberghiere e congressuali F5

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