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4.7. Sistema della viabilità

Ai fini dell'applicazione delle presenti RG, si definisce strada l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali.

Per quanto non precisato nelle presenti RG, è fatto espresso richiamo e rinvio al Nuovo Codice della Strada (Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni e integrazioni) e relativo regolamento di esecuzione e di attuazione e successive modificazioni e integrazioni. Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, è fatto espresso richiamo e rinvio al Decreto Ministeriale 30 novembre 1999 n. 557 e al Decreto Ministeriale 5 novembre 2001.

Nelle fasce di pertinenza delle strade, oltre alle previste opere stradali ed ai relativi servizi funzionali, potranno essere realizzati percorsi ciclopedonali, parcheggi pubblici scoperti, interventi di arredo, protezioni antirumore, impianti tecnologici secondo le disposizioni del Piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo (PUGSS).

Le azioni da perseguire dovranno adottare i seguenti criteri:

  • miglioramento delle condizioni ecologiche dei percorsi, attraverso azioni di riconfigurazione e riqualificazione degli assi viari esistenti e rafforzamento delle connessioni tra le aree interne e gli spazi interstiziali presenti nei tessuti edificati (utilizzo di aree pubbliche a verde attrezzato, pertinenze private, aree vegetate), ed ai collegamenti tra i diversi ambiti interni ed esterni all’area urbana;
  • ridefinizione ecologico-funzionale dell’Asse viario S.S.11, con interventi finalizzati a costituire un elemento lineare di collegamento, da cui si dipartono le connessioni con le aree all’interno dei tessuti edificati e di possibile trasformazione;
  • salvaguardia dell’asse viario Via Giovanni XXIII, mediante la tutela e potenziamento dei filari presenti ai margini dei tessuti edificati e delle aree agricole;
  • rinaturazione delle aree intercluse e degradate generate dal infrastrutture lineari della viabilità, mediante la formazione di nuclei di vegetazione arbustiva ed arborea.

Il PR individua i seguenti ambiti di intervento:

  • la trasformazione in viale urbano dell’ asse viario costituito dalla VIA GIOVANNI FALCONE, VIA GIOVANNI XXIII, e la ridefinizione del percorso originario di VIA MADONNA PELLEGRINA, attraverso l’individuazione di azioni di tutela e potenziamento dei filari e della vegetazione esistente ai margini con l’area agricola, la riqualificazione di aree da destinare a verde attrezzato e la dotazione di verde di arredo stradale nelle aree a parcheggio attestate lungo il percorso;
  • la formazione di un sistema di percorsi costituito dalla VIA I° MAGGIO, MATTEOTTI, CADORNA, VIGEVANO, tesi a collegare aree pubbliche di valore paesistico ed ambientale alle zona di recente edificazione ed al nucleo del centro storico, attraverso il potenziamento della vegetazione presente ed alla riqualificazione dei tessuti edificati;
  • la formazione di un sistema centrale di vie di piazze nel nucleo storico dove sono compresi interventi finalizzati alla riqualificazione degli spazi presenti;
  • la realizzazione di un viale urbano sull’asse viario della S.S.11 in direzione est-ovest teso a favorire la valorizzazione del tessuto commerciale-residenziale e l’immagine globale dell’area utilizzando gli spazi di intersezione lungo il tracciato e le potenzialità offerte dagli interventi di trasformazione previsti, con azioni di rinaturalizzazione ed introduzione di specie vegetali autoctone.

4.7.1. Classificazione delle strade

Il PR recepisce le diverse tipologie a cui si devono ricondurre le sedi stradali interessate dal progetto di riorganizzazione della viabilità e le caratteristiche che devono acquisire ai sensi delle vigenti disposizioni in materia.

A riguardo delle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, il codice della strada distingue le seguenti tipologie:

  • strade extraurbane principali (strade di tipo B),
  • strade extraurbane secondarie (strade di tipo C),
  • strade urbane di scorrimento (strade di tipo D),
  • strade urbane di quartiere (strade di tipo E),
  • strade extraurbane locali (strade di tipo F),

4.7.2. Fasce di rispetto stradale

La distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare nell'aprire canali, fossi o nell'eseguire qualsiasi escavazione lateralmente alle strade, non può essere inferiore alla profondità dei canali, fossi od escavazioni, ed in ogni caso non può essere inferiore a 3 m.

Fuori dai centri abitati, come delimitati ai sensi dell'articolo 4 del codice della strada, le distanze dal confine stradale, da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle ricostruzioni conseguenti a demolizioni integrali o negli ampliamenti fronteggianti le strade, non possono essere inferiori a:

  • a) 40 m per le strade di tipo B;
  • b) 30 m per le strade di tipo C;
  • c) 20 m per le strade di tipo F, ad eccezione delle "strade vicinali" come definite dall'articolo 3, comma 1, n. 52 del codice della strada;
  • d) 10 m per le "strade vicinali" di tipo F.

Fuori dai centri abitati, come delimitati ai sensi dell'articolo 4 del codice della strada, ma all'interno delle zone previste come edificabili o trasformabili dal PGT, nel caso che detto strumento sia suscettibile di attuazione diretta, ovvero se per tali zone siano già esecutivi gli strumenti urbanistici attuativi, le distanze dal confine stradale, da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle ricostruzioni conseguenti a demolizioni integrali o negli ampliamenti fronteggianti le strade, non possono essere inferiori a:

  • a) 20 m per le strade di tipo B;
  • b) 10 m per le strade di tipo C.

Le distanze dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare nella costruzione o ricostruzione di muri di cinta, di qualsiasi natura e consistenza, lateralmente alle strade, non possono essere inferiori a:

  • a) 5 m per le strade di tipo B;
  • b) 3 m per le strade di tipo C, F.

La distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare per impiantare alberi lateralmente alla strada, non può essere inferiore alla massima altezza raggiungibile per ciascun tipo di essenza a completamento del ciclo vegetativo e comunque non inferiore a 6 m.

La distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare per impiantare lateralmente alle strade siepi vive, anche a carattere stagionale, tenute ad altezza non superiore ad 1 m sul terreno non può essere inferiore a 1 m.

Tale distanza si applica anche per le recinzioni non superiori ad 1 m costituite da siepi morte in legno, reti metalliche, fili spinati e materiali similari, sostenute da paletti infissi direttamente nel terreno o in cordoli emergenti non oltre 30 cm dal suolo.

La distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare per impiantare lateralmente alle strade, siepi vive o piantagioni di altezza superiore ad 1 m sul terreno, non può essere inferiore a 3 m.

Gli elaborati di PR individuano graficamente le fasce di rispetto dei tratti viari esterni al perimetro del centro abitato, ai sensi del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 e del D.P.R. del 16 dicembre 1992, n. 495 e successive modificazioni e integrazioni. Esse sono computate dal limite esterno della fascia di pertinenza, secondo i disposti del codice della strada.

L’individuazione delle fasce di rispetto sugli elaborati di PR per la viabilità di progetto, ha valore fino alla realizzazione del progetto esecutivo e corrisponde alle distanze minime previste dal Regolamento di attuazione del vigente Codice della Strada a protezione del nastro stradale, da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle ricostruzioni conseguenti a demolizioni integrali o negli ampliamenti fronteggianti le strade.

Le aree ricadenti all’interno di tali fasce possono essere utilizzate a scopi agricoli o sistemate a verde e/o a parcheggio scoperto. Sono, altresì, ammessi impianti tecnologici pubblici e di interesse pubblico, percorsi pedonali e ciclabili.

Per l'ubicazione di chioschi, edicole od altre installazioni anche a carattere provvisorio, fuori dai centri abitati, si applicano le disposizioni di cui all' articolo 26, commi 7 e 8 del Regolamento di esecuzione e di attuazione, nonché quelle di cui agli articoli 16, comma 2, e 20, comma 2, del codice della strada.

4.7.3. Ambiti di mitigazione degli impatti e d’inserimento ambientale delle opere viabilistiche

Gli elaborati di PR individuano un ambito –dell’ampiezza di metri 40 fuori dal centro abitato, così come delimitato con deliberazione della Giunta Comunale n. 453 del 30 giugno 1993 e di m. 12 entro detto perimetro- di mitigazione degli effetti derivanti dalla realizzazione del tracciato viario denominato variante alla SS 11.

Tale ambito, fatti salvi i divieti dettati dal Codice della strada e dal relativo regolamento di attuazione, è orientato alla realizzazione dell’insieme degli interventi e degli accorgimenti tecnici che possono essere realizzati contestualmente e successivamente all’opera viabilistica al fine di ridurre gli impatti dell’opera stessa. In tale fasce potranno essere altresì attivate misure di compensazione finalizzate a concretizzare possibili riassetti delle componenti agricola e ambientale del territorio al fine di ridurre gli impatti sul contesto paesistico, ambientale e agricolo-produttivo.

Gli elaborati di PR individuano una fascia di protezione –dell’ampiezza di metri 20 - per il migliore inserimento ambientale del tracciato viario a sud-est del territorio comunale. Tale ambito, fatti salvi i divieti dettati dal Codice delle strada e dal relativo regolamento di attuazione, è orientato alla realizzazione dell’insieme degli interventi e degli accorgimenti tecnici che possono essere attuati precedentemente e contestualmente all’opera viabilistica al fine di minimizzare le alterazioni del contesto paesistico, ambientale e agricolo produttivo, anche mediante la valutazione delle ipotesi progettuali che minimizzino la frammentazione delle aree agricole, evitino la perdita di biodiversità e la distruzione degli habitat, migliorino la qualità paesaggistica del territorio.

La realizzazione degli interventi di mitigazione degli impatti e d’inserimento ambientale, deve essere preceduta da appositi studi tesi alla individuazione e misurazione, nel merito, degli effetti di impatto e delle performance di mitigazione assicurati dalle soluzioni proposte.

La realizzazione diretta da parte degli interessati degli interventi di cui al presente articolo, consente l’applicazione delle misure di incentivazione previste dal DP.

In tali ambiti non sono ammessi interventi di nuova costruzione: per gli edifici esistenti sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.

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